Lettera aperta di una nuova socia

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Da pochi mesi faccio parte della Fondazione di Partecipazione Pia Pozzoli. Mi sono avvicinata a questa organizzazione attirata dagli incontri che periodicamente organizza, in quanto rispondono al mio bisogno di avere informazioni riguardo a tutto ciò che gira attorno ad un famigliare disabile. Mio figlio è ancora piccolo, ma cresce alla svelta e ho bisogno di sapere, ad esempio, cosa sia un amministratore di sostegno o cosa sia il collocamento mirato. Sono stata attirata dalle risposte che avrei potuto avere su questi tipi di quesiti, ma poi quello che mi ha trattenuto è stata la capacità di ascolto, sincera e seria,con cui sono stata accolta e che è rivolta a tutti i partecipanti. Per me è un grosso arricchimento ascoltare genitori con un po’ più anni di me quando raccontano le loro esperienze, quando dicono che al futuro di questi figli speciali bisogna iniziare presto a pensarci e che solo i genitori possono e devono farlo. Non è bello che siano altri a decidere come i nostri figli debbano trascorrere una bella fetta della loro vita. Spetta a noi genitori organizzare il futuro dei nostri figli. Io vorrei che mio figlio verso i 25-30 anni si allontanasse da casa come faranno i suoi fratelli, quando, finiti gli studi e avviati ad un lavoro,formeranno una loro nuova famiglia. Così mi auspico possa accadere anche al mio figlio “speciale” e per questo ho deciso di associarmi alla Fondazione

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