“Se mio fratello è disabile”. Nasce il gruppo di auto-aiuto

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Da Libertà, 15 Novembre 2015. Ieri è stato un giorno importante per tutti i fratelli e le sorelle di persone disabili. Importante anche per chi, all’incontro di ieri pomeriggio è potuto non esserci. Incontro in cui sono state gettate le basi per formare, anche a Piacenza, il primo gruppo Siblings ovvero un gruppo di auto mutuo aiuto per fratelli e sorelle di persone disabili. L’incontro è stato organizzato al Centro Culturale Roma dalla Fondazione Pia Pozzoli e vi ha partecipato anche Paolo Cosi, membro del comitato nazionale.

“I gruppi siblings possono essere definiti dei gruppi di autocoscienza, gruppi in cui tutti quanti i partecipanti sono a conoscenza di ciò di cui si parla perché lo vivono differentemente sulla loro pelle – ha detto Cosi – per questo motivo le difficoltà nel raccontare se stessi sono decisamente attenuate”. I gruppi di auto mutuo-aiuto non sono luoghi in cui si parla solo del fratello o della sorella disabile. “Ci troviamo soprattutto per condividere esperienze, parlare di noi, del rapporto tra fratelli e sorelle, non si tratta di fare solamente un discorso sulla disabilità. ” A volte i fratelli e le sorelle di persone disabili tendono a dimenticare una grande verità – ha detto Cosi – e cioè che meglio stiamo noi e meglio staranno loro”.

Vittoria Albonetti, presidente della Fondazione Pia Pozzoli, crede molto nella forza dei fratelli e delle sorelle di persone disabili. “A Piacenza no c’è ancora nulla per il “Dopo di noi”e credo che i fratelli e le sorelle possano avere un ruolo molto importante nel creare dei progetti – ha detto –  io stessa sono sorella di una persona disabile e insieme ad altre persone sto lavorando per avere, anche a Piacenza,  degli appartamenti per iniziare l’esperienza graduale del dopo di noi”.

In particolare la Fondazione Pia Pozzoli sta guardando con interesse agli appartamenti situati in via Gaspari Landi che fanno parte di un complesso di appartamenti di Asp Città di Piacenza. ” A Piacenza  vengono fatti già dei week end di Sollievo e delle prove di autonomia – ha ricordato Albonetti – ma non abbiamo ancora dei veri e propri appartamenti che potrebbero servire per il dopo di noi”.

Il dopo di noi non è l’unico problema che i familiari delle persone disabili si trovano a dover affrontare nella società odierna: “C’è in ballo una grossa battaglia per il riconoscimento economico e i caregivers ovvero delle persone che all’interno delle famiglie sacrificano anche il lavoro per stare vicino ai propri cari – ha detto Cosi – si parla poi di quali siano le reali possibilità di accesso al mondo del lavoro e alle istituzioni delle persone disabili, ma si sta affrontando anche il tema della sessualità e quello annoso delle barriere architettoniche”.

Nicoletta Novara

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