Il vescovo Cevolotto incontra le realtà che si occupano di disabilità
Il vescovo Adriano Cevolotto incontra le associazioni e le cooperative che si occupano di disabilità nel Comune di Piacenza. L’incontro si terrà venerdì 5 giugno, nel salone parrocchiale della Chiesa di San Giuseppe Operaio a Piacenza, dalle 17 e 30 alle 19 e 30. L’iniziativa rientra “nel contesto del Cammino sinodale della Chiesa italiana, che invita le comunità ecclesiali a vivere uno stile fondato sull’ascolto reciproco, sul discernimento condiviso e sulla corresponsabilità, desideriamo continuare un percorso di confronto e di attenzione verso le persone con disabilità e le loro famiglie”, si legge nell’invito di partecipazione diffuso da monsignor Cevolotto. “Il Cammino sinodale rappresenta infatti un’occasione preziosa per metterci in ascolto delle esperienze, dei bisogni e delle attese presenti nel territorio, affinché la vita della Chiesa possa essere sempre più capace di accoglienza, prossimità e partecipazione”.
“Dopo il momento vissuto lo scorso 11 aprile con le parrocchie e le realtà ecclesiali della Diocesi, desideriamo ora metterci in ascolto delle associazioni e delle cooperative che quotidianamente operano accanto alle persone con disabilità. La vostra esperienza, maturata nel tempo attraverso il contatto diretto con le persone e le famiglie, rappresenta per noi un contributo prezioso per comprendere meglio come il nuovo Servizio diocesano per la pastorale delle persone con disabilità possa impostare il proprio lavoro e rendere significativa l’azione della Chiesa diocesana”.
La riunione ruoterà attorno ad alcune domande, che saranno alle associazioni e cooperative che parteciperanno: quali sono le intenzioni e il senso che animano le scelte messe in campo, quali valori vengono portati avanti e si vogliono trasmettere per una relazione di accoglienza e integrazione delle persone con disabilità (bambini, giovani, adulti), e soprattutto come può la Chiesa essere luogo di vita e presenza positiva per le persone con disabilità e le loro famiglie?
“Il nostro desiderio, tuttavia, è anche quello di ascoltare direttamente le persone con disabilità. Vogliamo permettere innanzitutto a loro di esprimere ciò che desiderano, pensano e sperano per la propria vita. Il nostro obiettivo principale è camminare “con” loro e non semplicemente fare cose “per” loro, per non cadere nell’errore di ascoltare tutti fuorché i diretti interessati”.
“Questo desiderio è sollecitato dal cammino che il Servizio Nazionale della CEI sta portando avanti da alcuni anni, a partire dalle riflessioni sul progetto di vita, recentemente rimesso al centro e rafforzato dal Decreto Legislativo 62/2024. Il progetto di vita prevede infatti la definizione di un percorso personalizzato e partecipato, costruito insieme alla persona con disabilità. Non riguarda soltanto l’assistenza sanitaria o sociale, ma tutte le dimensioni dell’esistenza: l’istruzione, il lavoro, l’abitare, le relazioni” scrive il vescovo Cevolotto.
